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Il petauro dello zucchero: durata della vita, dimensioni, temperamento e altro ancora

I petauri dello zucchero hanno guadagnato popolarità  negli ultimi anni e quindi questi adorabili piccoli marsupiali sono sempre più conosciuti, Petaurus breviceps è il loro nome in latino che significa “danzatori delle corde dalla testa corta“. Indice:

  • Durata della vita dei petauri
  • Dimensioni
  • Origini
  • Anatomia
  • Temperamento e comportamento
  • Dieta
  • Salute

Durata della vita dei petauri

I petauri dello zucchero vivono dai 10 ai 15 anni in cattività .

Dimensioni

Il corpo dei petauri è lungo circa 5-6 centimetri e la coda altri 6 (funge da timone mentre planano), il loro peso si aggira sui 100-160 grammi.

Origini

I petauri dello zucchero sono originari dell’Australia (parte orientale), Papua Nuova Guinea, Tasmania, alcune isole circostanti e parti dell’Indonesia; si trovano nelle foreste pluviali e planano da un albero all’altro costruendo le loro tane nelle cavità degli alberi, raramente toccano terra.

Anatomia

I petauri dello zucchero sono marsupiali, il che significa che i piccoli nascono molto immaturi e crescono per 60-70 giorni in una sacca posta sull’addome della madre (come i canguri o gli opossum), sono dotati di membrane pelose, sottili ed elastiche che si estendono dai loro polsi alle loro caviglie (la membrana è chiamata patagio) che permette loro di planare fino a 50 metri in aria.

In natura, si spostano da un albero all’altro planando, non volando, le loro zampe posteriori hanno un grande alluce opponibile che li aiuta a reggersi ai rami mentre il secondo e il terzo dito formano un pettine mentre le altre dita aiutano ad afferrare gli insetti e si connettono al patagio.

Gli occhi grandi sono caratteristici di questi piccoli marsupiali e li aiutano a vedere mentre planano e triangolano le loro posizioni di lancio e atterraggio e a cercare il cibo dato che sono notturni e cacciano di notte. Sia i maschi che le femmine sono dotati di varie ghiandole odorifere, denti affilati e una pelliccia estremamente morbida.

Temperamento e comportamento

I petauri dello zucchero sono molto socievoli e hanno bisogno di compagnia, questo fa si che stabiliscano un buon legame coi loro proprietari (soprattutto se si pratica il bagging con loro), dovrete dare loro molte attenzioni e passare parecchio tempo assieme; tenere un singolo petauro non è l’ideale, essi infatti hanno una lingua tutta loro e in natura vivono in colonie di 30 soggetti.

Tenere un petauro solo può portare a problemi comportamentali, mentali, emotivi e persino fisici, considerate la possibilità  di prenderne diversi da tenere in una voliera; gli esseri umani non possono offrire lo stesso tipo di compagnia e di socializzazione che possono fornirsi soltanto tra di loro.

I vocalizzi, l’autopulizia reciproca e il legame che si crea tra loro non possono essere rimpiazzati da un essere umano.

Dieta

In natura i petauri dello zucchero mangiano diversi cibi a seconda della stagione. Sono onnivori e come animali domestici vengono spesso nutriti con diete specifiche raccomandate dagli esperti che comprendono una miscela di alimenti per l’infanzia, miele, frutta, vitamine e altri ingredienti e vengono poi completate con prodotti freschi come frutta, verdura e insetti. I mangimi preconfezionati e formulati per i petauri dello zucchero che si trovano nei negozi di animali e online non sono raccomandati come alimento base poichè non sono completi dal punto di vista nutrizionale, le esigenze del petauro cambiano man mano che se ne viene a conoscenza.

Salute

I petauri dello zucchero così come altri animali domestici esotici, hanno una moltitudine di disturbi che possono influenzarli, le malattie metaboliche e delle ossa dovute a un’alimentazione inadeguata, lesioni procurate ad esempio mentre planano restando poi incastrati da qualche parte, diarrea da sovralimentazione da frutta e parassiti sono disturbi comunemente osservati nei petauri dello zucchero domestici.

L’amore per gli animali

Al giorno d’oggi in quasi tutte le famiglie degli italiani, o quantomeno nella maggior parte, c’è la presenza di un animale domestico. Soprattutto il cane e il gatto sono diventati indispensabili per la sfera emozionale delle persone, che vivono spesso la presenza del loro amico a 4 zampe come un modo unico ed inimitabile di sfuggire alla routine di tutti i giorni.

Un animale richiede attenzioni, cure, richiede di stravolgere in un certo senso la nostra vita, che non può essere più considerata univoca. La sfera vitale e sensoriale vanno cioè allargate a questo mondo animale che saprà sorprendere ed emozionare e di cui impariamo automaticamente a non saperne fare a meno.

La condivisione degli spazi

Avere un animale domestico significa dover reinventare non solo la propria vita e la propria quotidianità ma anche la propria casa. Nello specifico caso del cane, e spesso anche del gatto, l’essere umano deve essere proteso alla condivisione degli spazi.

Diventa dunque fondamentale insegnare al proprio amico a quattro zampe ciò che è consentito e ciò che invece proibito, senza però togliere loro la libertà di movimento e la libertà di potersi esprimere. Al contempo bisogna regalargli lo spazio giusto entro cui stare ed essere libero di fare ciò che vuole, nel rispetto delle regole che dovremo impartirgli.

In linea di massima comunque, c’è sempre qualche complemento d’arredo che non è adatto ad essere in casa in presenza di un animale, così come ce ne sono molti di oggetti che devono finire con l’essere considerati parte integrante del nostro design (si pensi ad una cuccia, ad una lettiera o anche più semplicemente una cesta o una ciotola per il cibo).

Il rapporto uomo-animale

Avere un animale comporta assumersi delle responsabilità. Non si tratta certo del giocattolo del momento, che si può riporre dopo aver perso l’entusiasmo. Un cane, un gatto, un criceto, sono esseri viventi e in quanto tali vanno trattati con amore e rispetto della loro vita.

Fatto questo doveroso preambolo è giusto anche dire che di norma chi ha un animale lo sente parte integrante della famiglia, lo cura, lo coccola e lo accudisce senza riserva. Quando l’animale soffre andiamo letteralmente in tilt e ci rechiamo immediatamente dal veterinario in città per regalargli tutte le cure e le attenzioni possibili.

Questo si chiama rispetto e amore incondizionato, per un animale che con un gesto, e con uno sguardo sanno regalare al massimo le emozioni che purtroppo a volte mancano anche agli esseri umani.

Per un italiano su tre gli animali sono uno di famiglia

Italiani sempre più legati ai propri animali domestici. Per un italiano su tre sono “uno di famiglia”. È la fotografia che emerge dal recente Rapporto Eurispes che si sofferma sulle abitudini e gli stili di vita degli italiani: “Rapporto Italia 2019”.

Sempre più numerose le case con animali

In Italia cresce il numero delle famiglie che adotta un animale domestico. Che si tratti di cani, gatti, conigli o pesci rossi, le famiglie italiane che accolgono un compagni di vita sono sempre più numerose. Nel 2018 l’Eurispes registra un incremento dell’1,1 per cento nel numero di persone che vivono con un animale e dell’1 per cento nel numero di nuclei familiari che accolgono più di un cucciolo, anche di razze diverse.

Aumenta la spesa, per gli amici a quattro zampe solo il meglio

Cresce anche la spesa per gli acquisti e le cure dedicate a questi amici. Gli italiani, infatti, cercano di acquistare solo i prodotti migliori, lo fanno anche grazie a portali, come https://www.petingros.it, che consentono di acquistare i prodotti più particolari, come il mangime per pesci tropicali, a prezzi altamente competitivi. Ma nonostante l’aumento dell’incidenza sul portafogli, sempre più italiani non considerano gli amici a quattro zampe un peso (79,5 per cento), anzi. Per il 60 per cento dei padroni di cani, gatti, uccellini e così via si tratta dei propri migliori amici, una percentuale che passa al 32 per cento per i figli.

Una nuova sensibilità verso gli animali

Cresce, quindi, la sensibilità degli italiani verso gli animali. La fotografia scattata dall’Eurispes, infatti, è quella di un’Italia che, nonostante le difficoltà anche economiche dettate dalle contingenze esterne, ama e difende gli animali.

Tutti i numeri sul rapporto italiani/amici a quattro zampe

Cosa dice il Rapporto Eurispes? Che un terzo delle famiglie italiane vive con un animale (+1,1 per cento. Sempre più famiglie, poi, scelgono di accoglierne in casa più di uno: l’8,1 per cento ne ha due (era il 7,1 per cento), il 4,7 per cento ne ha tre (contro il 3,7 per cento), il 3,8 per cento oltre tre (era il 2,3 per cento un anno prima). Nelle case italiane ci sono soprattutto cani (40,6 per cento), seguiti un po’ a distanza dai gatti (30,3 per cento). In classifica, poi, seguono: uccelli (6,7 per cento), pesci (4,9 per cento), tartarughe (4,3 per cento). E ancora: conigli (2,5 per cento) e criceti (2 per cento). Il 2 per cento degli animali accolti nelle case degli italiani sono di origine esotica, seguono il cavallo (1,3 per cento), i rettili (1,1 per cento) e l’asino (0,4 per cento). Hanno un ruolo così importante nell’ambito della famiglia che i loro padroni si fanno carico senza problemi di spese importanti per la loro salute o di difficoltà burocratiche, legate soprattutto a strutture di vacanza che non ospitano gli animali. È così, ad esempio, per il 40 per cento delle famiglie con animali. Nonostante le difficoltà, però, il 37,1 per cento sceglie di non separarsi mai dal proprio amico, nemmeno in vacanza.

Animali domestici, alcune indicazioni

Ecco dei suggerimenti per chi ha o vuole prendere un animale in casa, informazioni su come sceglierlo e come curarlo.

Non tutti gli animali, sia per le loro dimensioni sia per la loro indole, possono vivere in casa, a volte non basta la compagnia per far sì che siano felici e che vivano a proprio agio. Scegliere un animale non è semplice, non bisognerebbe mai decidere trasportati dall’emozione, per aver visto un film o letto un libro o perché si vuole cedere a un capriccio.

Gli animali vivono con noi, entrano a far parte della nostra famiglia e delle nostre abitudini, necessitano di tempo e di attenzioni, bisogna scegliere e decidere in maniera ponderata.

Un altro elemento da valutare è il rapporto con il veterinario che verrà scelto, perché andare e quando? Si va presso uno studio veterinario, in primo luogo, per tutte le urgenze o emergenze che potessero capitare all’animale, in tutti quei casi in cui serve il parere o la competenza di un professionista, il dover effettuare una fleboclisi, la necessità di una camera ad ossigeno o il dovere eseguire analisi specifiche.

I proprietari di cani e gatti, una volta fatta la diagnosi, sono spesso in grado di eseguire le cure a casa senza troppi problemi (somministrare gocce o compresse è relativamente facile), mentre i proprietari di altri tipi di animali, i nuovi animali da compagnia, come uccelli, rettili, conigli, devono rivolgersi a uno specialista, non è infatti semplice eseguire le terapie su alcuni animali, fare un’iniezione a un serpente o inserire un sondino ad un passerotto non sono operazioni che si fanno abitualmente e, certo, non si vuole mettere a rischio la salute dell’animale.

La regola migliore da seguire prima di prendere con sé un animale da compagnia, sia esso un cane, un gatto o un animale esotico è quella di informarsi bene sulle sue abitudini e sulle sue esigenze. Capita spesso infatti che gli animali siano portati dal veterinario in cattive condizioni, solo perché il loro proprietario non usa le attenzioni dovute e non ne conosce i bisogni, non li alimenta nel modo corretto o, ad esempio, li ospita in ambienti non idonei ad una vita sana.

In conclusione, prima di adottare un animale, è necessaria una buona preparazione, studiarne i comportamenti e le abitudini e capire se si è in condizioni di rispettarle, al fine di rendere la convivenza felice e il più possibile facile.